Agende Organiser VS Timescapes

Gli studi sull’organizzazione del tempo tendono ad essere fatte da ricercatori universitari, piuttosto che da professionisti. Da buoni professionisti sappiamo però che l’esperienza è fondamentale, il tempo strutturato in “blocchi” ed incastrato alla perfezione non può sempre funzionare, anzi, all’inizio è sempre tutto rose e fiori, ma poi… Le esigenze dei clienti si sovrappongono alle nostre, dobbiamo quindi incastrare impegni e promesse in modo diverso da quanto programmato.

Avete mai sentito parlare di “Timescapes”? Si tratta di una parola che rappresenta l’Agende organiser “umano”, disegna la giornata tipo della persona e le sue dimensioni. Con il Timescapes le persone sono in grado di scandagliare la propria giornata in impegni sociali ed impegni lavorativi, ognuno suddiviso ed incastrato tra loro. Queste persone diventano robots:

 

Ore 7.00 Sveglia

Ore 7.05 Controllo email

Ore 7.10 Doccia

Ore 7.30 Colazione genuina. Attività sociale: scambio due parole con mia moglie.

Ore 7.45 Partenza. Calcolando eventuale traffico saremo in ufficio alle 8.00

Ore 8.05 Arrivo in ufficio. 5 minuti di ritardo sulla tabella di marcia! Attività sociale: Oggi niente pausa caffè, niente contatti umani. Riprendere i contatti sociali su Facebook tra le 10.15 e le 10.30

E così via…

 

L’evoluzione stà portando l’uomo, in genere quello occidentale, ad organizzare la propria giornata in completa autonomia, tralasciano aspetti importanti della vita sociale ed evitando l’utilizzo di Agende organiser che semplificano lo sforzo che il nostro cervello deve effettuare ogni giorno. Ogni minuto.

 

A dire il vero il Timescapes non rende davvero le persone dei Robots… Si tende a non lavorare più per commesse ma a “progetto” comprendendo anche le dinamiche sociali e quindi umane. Lavorando per commessa tendiamo a partire in quarta nell’esecuzione dei lavori per terminarli il prima possibile, sottovalutando gli aspetti più dettagliati. Le migliori aziende, in ogni ambito, non lavorano tanto sul numero ma sulla qualità del servizio offerto, per raggiungere questi livelli si passa per enormi sacrifici ma tutto ciò dipende dagli obiettivi che vogliamo raggiungere.


 

La figura del manager non può, e non deve essere, uguale a quella del passato. Il management sta cambiando in tutti i suoi aspetti: comportamenti, ruoli, metodologie e strumenti. In un contesto simile, come può un manager riprogettare futuro, visioni, modelli, processi e strumenti responsive per (ri)dare forma al proprio business?

 

  • Abbandonare gli alibi e prendersi un appuntamento con il tempo (timescapes). Non lavorare solo per scadenze, ma disegnare progetti che mettono insieme persone, competenze e dimensioni differenti. Lavorare per progetti significa definire contesti e perimetri nuovi che accompagnano la trasformazione delle imprese.
     

  • Produrre contesti, persone e organizzazioni flessibili al fine di creare “ponti” con i progetti messi in agenda. Se nell’era delle ‘organizzazioni a piramide’ i ruoli erano definiti e cristallizzati, oggi i confini sono più liquidi e il premio va a chi sa attraversarli. L’innovazione stà nel riuscire ad incrociare persone, discipline, punti di vista, strumenti e canali differenti, aprirsi all’incontro dentro e fuori la propria azienda. Servono a tal scopo disciplina, volontà e determinazione.
     

  • Tornare a sviluppare contenuti. Un Manager deve essere sempre più artigiano. Dev’essere una figura che ha in comune la capacità di progettare non solo il Why e il What ma anche l’How, ovvero le modalità con cui accompagnare fino in fondo un progetto.
     

  • Generare spazi e ambienti per sincronizzare il “me” con il “noi”. Le vere trasformazioni accadono quando le persone cambiano, crescono insieme, condividono i loro tempi migliori con noi e con i loro colleghi coinvolti in un medesimo progetto. I Manager sono quindi chiamati a creare degli spazi di confronto, sia fisici che digitali, che diventino dei veri propri canali a doppia via con e tra le proprie persone.
     

Il manager deve avere una visione completa e sistemica di che cosa ha visto, fatto e realizzato fino a ieri, solo in questo modo potrà capire con lucidità cosa buttare via del suo bagaglio di storie, strumenti e strategie. Creare dei contenitori con regole diverse, ambienti e spazi che creano scambio, favoriscono la condivisione, la comprensione e il senso di partecipazione serve a sincronizzare il “me” con “noi”. Il ruolo del Manager va ripensato in modo radicale, le modalità con le quali siamo stati abituati a studiarlo e a concepirlo sino ad oggi è ormai in scadenza.


 

In conclusione, aggiungiamo alle nostre Agende organiser un incontro tra colleghi, tra clienti e fornitori. Un incontro informale, una cena in compagnia dove non si parlerà di lavoro, una giornata organizzata con passeggiate, partite a calcetto (o altro). Il fine non dev’essere lavorativo, l’attenzione dev’essere sugli altri e non su noi stessi, quali sono i loro interessi, dove andranno in vacanza, qual’è il loro piatto preferito…
 

Un buon Marketer, poi, può comunque segnare tutto sul suo Organizer Agenda. Beh, dopotutto serve a questo…

Alessia Adobati
MKT Manager - Centrico

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